Ecco, per la precisione, la formula del giuramento canonico che fu impiegata in occasione della consacrazione di don Charles-Rafaël Payeur a vescovo della Chiesa Gnostica Apostolica.
“ Io, N E, eletto dalla Chiesa Gnostica Apostolica, da ora e per sempre, sarò fedele a questa Chiesa, ai suoi insegnamenti che sono quelli definiti dalla sua professione di fede alle decisioni del suo Alto-Sinodo. Non contribuirò, né con consiglio, né con consenso, né con l'azione, a qualsiasi cosa che sia ostile a questa Chiesa o ai suoi pastori. Sui segreti che potranno essermi confidati, non farò mai alcuna rivelazione, né a parole, né con scritti. Presterò sempre aiuto a assistenza ai suoi membri, religiosi e laici.
“ Veglierò per conservare, difendere, aumentare, promuovere diritti, onori, privilegi, autorità di questa stessa Chiesa e dei suoi vescovi. Non parteciperò né ad un progetto, né ad un atto, né ad un accordo, che si prepari contro di essa o essi, macchinazioni ostili, danni fisici o morali e se scopro tali imprese, mi ci opporrò con tutte le mie forze, dandone subito avviso al suo Alto-Sinodo. Osserverò e farò osservare con tutta la mia autorità le regole, gli usi e gli insegnamenti di questa Chiesa, come preciserò presto. Combatterò e perseguirò con tutte le mie forze i seguaci di organizzazioni sataniche o anticristiane, i propagandisti e chi pratica la magia e la stregoneria , i profanatori di cose sante, senza odio ma anche senza debolezza.
“ Certo che l'umanità non possa salvarsi senza la fede che tiene, professa, predica e insegna qualsiasi Chiesa del Cristo, depositaria della successione dei santi apostoli, mi sforzerò di compiere la missione affidata dal Signore a detti apostoli: "Essendo stata data ogni potenza in cielo e sulla Terra, andate dunque e istruite tutti i popoli, battezzateli in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito, insegnate loro ad osservare tutto ciò che vi ho ordinato. Poiché, ecco, io sono con voi per sempre, fino alla consumazione dei cicli ...." (Matteo XXVIII, 18-20).
“ Tuttavia, sapendo dalla lettura degli stessi santi vangeli che la dottrina cristiana è stata trasmessa alle masse in parabole e che esistono parecchi modi d'interpretazione della dottrina stessa, riconosco espressamente l'esistenza di un esoterismo cristiano e il valore delle sue rivelazioni, costituenti ciò che santi dottori, come Clemente d'Alessandria e Origene Adamantius hanno chiamato la Gnosi. Sul piano generale e comune a tutte le Chiese del Cristo, manterrò la credenza in un solo e unico Dio, Eterno, Onnipotente, Esistente in Sé e con Sé, manifesto in tre "aspetti" o Persone divine, e cioè il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
“ Diffonderò e difenderò la dottrina generale di queste stesse Chiese
sull'Incarnazione, la Passione, la Morte, la Resurrezione e l'Ascensione di
Nostro Signore Gesù Cristo, l'Unione ipostatica delle due Nature, divina
e umana, la divina Maternità della santissima Vergine Maria così come
la Sua Concezione, fuori dal Peccato Originale, cose ammesse, credute e professate
dalle antiche scuole gnostiche stesse. Conserverò come elementi didattici
di partenza un Corpus scritturale detto "Scrittura sacra", composta
di testi diversi, raggruppati in due categorie, dette Vecchio e Nuovo Testamento,
insieme comprendente i libri ritenuti e ammessi definitivamente come canonici
dalla chiesa latina nel suo concilio di Trento e costituenti per la Chiesa Gnostica
Apostolica gli elementi esoterici della Gnosi.
“ Riterrò inoltre, come elementi complementari del mio insegnamento,
per permettere a volte un certo chiarimento dei libri sopradetti, una serie di
testi antichi detti “apocrifi”, perché accordo a questi testi il carattere
iniziatico che hanno posseduto un tempo, significando in effetti apocrifo letteralmente:
segreti, misteriosi, nascosti. Riconosco che questa lista è, a seguito
di possibili scoperte archeologiche ulteriori, non limitata. Sosterrò che
questi testi d'origine palestinese, siriaca, aramaica, copta, araba, egiziana,
etc., contengono per lo gnostico, dei racconti che, pur non essendo necessariamente
storici ed essere a volte anche puramente mitici, permettono nondimeno di appurare,
verificare, sviluppare o completare l'esoterismo dei testi detti canonici. A
questo titolo, questi racconti possono diventare degli insegnamenti.
“ Conserverò, sosterrò, diffonderò come commenti realmente gnostici, l'opera totale di Origene Adamantius, Dottore della Chiesa e quella di Clemente d'Alessandria, considerando in effetti quanto la dottrina orale abbia potuto perpetuarsi facilmente fino ad essi, poiché sono i discepoli immediati dell'apostolo Marco che hanno costituito la celebre catechesi di Alessandria, che sono questi discepoli diretti che istruirono Panteno, maestro di Clemente e lui stesso maestro primitivo di Origene. Sosterrò e diffonderò che, con il Santissimo Sacramento dell'Eucarestia, il Cristo, Nostro Signore ci fa partecipare, al di là del tempo e dello spazio e con uno dei più profondi misteri della fede cristiana, al suo Sacrificio e che Egli vi è veramente e sostanzialmente presente come nell'Ultima Cena.
“ Manterrò i sette sacramenti istituiti da Lui per la salvezza del genere umano e la sua progressiva santificazione, il culto onorifico dei santi e degli angeli, creature privilegiate costituenti il divino Pleroma, l'autorità delle tradizioni cattoliche, delle Sacre Scritture, senza eccezione alcuna, i poteri sacramentali venuti dai santi apostoli e ne assicurerò la loro rimessa e la loro perpetuazione. Combatterò l'errore che vuole che Dio possa creare le anime umane semplicemente come conseguenza dell'unione carnale dell'uomo e della donna e quella che vuole che queste anime possano nascere, poco a poco, da sole, da embrioni materiali. Per contro, insegnerò la preesistenza delle anime, prima della Caduta, come una sorta di popolo, così e come hanno creduto e insegnato nei primi secoli dalla Chiesa, la maggior parte dei suoi illustri dottori, Clemente, Origene e Agostino, tra gli altri.
“ Allo stesso modo, combatterò l'errore che vuole che Dio possa aver creato degli esseri, angeli o uomini, sapendo in anticipo, nella Sua onniscienza infinita ciò che non avrebbero mancato di commettere nell'ambito dell'errore e che nondimeno, Egli li abbia così votati in anticipo, ad una eterna sofferenza. Per contro, insegnerò e difenderò l'Apocatastasi, quale Clemente, Origene, Gerolamo, Gregorio di Nissa, Gregorio di Naziance e numerosi e santi dottori l'anno affermata, vale a dire che questi esseri, dopo aver espiato i loro errori col passare del tempo e forse in altre "creazioni" o "mondi" verranno poco a poco sul cammino della Salvezza finale e saranno, un giorno, con questa recipe stessa, integrati in seno al divino Pleroma.
“ Allo stesso modo e, di fronte ad altre eresie ancora più esecrabili, negherò e combatterò l'errore che vuole che il Cristo si sia incarnato più volte quaggiù e che possa ritornare di nuovo, sotto forma umana, attenendomi in questo alle sacre Scritture e agli Scritti degli apostoli. Lo stesso, negherò e combatterò l'eresia altrettanto esecrabile che pretende che un altro presunto salvatore o messia qui sia venuto all'inizio di certi cicli puramente cosmici e che un nuovo "dio" possa essere atteso per l'epoca presente o per la prossima. E questo, in virtù degli insegnamenti tradizionali delle Scritture e degli apostoli.
“ E lo stesso inoltre, negherò e combatterò quest'altro errore per cui certi eretici ammettono e presentano la divina umanità del Cristo, limitando al solo ambito sociale e politico, terapeutico e filantropico, il divino messaggio ch'Egli portò e sigillò col suo sangue, proprio come quell'altro errore che vuole ch'Egli sia stato solo un "iniziato", avendo ricevutole Sue conoscenze e i Suoi poteri da insegnanti umani o angelici. Come contropartita, affermerò che la liberazione delle anime dalla schiavitù degli arconti e del Principe di questo mondo è stata lo scopo essenziale e forse unico dell'Incarnazione e che i miracoli ch'Egli ha potuto fare durante il suo breve passaggio quaggiù non hanno avuto altro scopo che provare la Sua divinità, il Suo carattere di Messia annunciato dai profeti e non di guarire alcuni semplici infermi malati. Così Dio mi sia di aiuto.”