La Fraternità Sacerdotale San Giovanni l'Evangelista è stata fondata nel 1987 da Dom Charles-Rafaël Payeur con lo scopo di proporre un insegnamento religioso che potesse contemporaneamente rispondere alle grandi domande esistenziali che si pongono molti cristiani e offrire la possibilità d'intraprendere un cammino psico-spirituale che assicuri la crescita e lo sviluppo di colui che cerca di vivere meglio i grandi ideali cristiani. Come ordine religioso, la Fraternità Sacerdotale San Giovanni l'Evangelista offre anche, evidentemente, la somministrazione dei sacramenti celebrati nella ritualità cattolica tradizionale, anteriore al concilio Vaticano II. Sebbene aperta al dialogo ecumenico, la Fraternità somministra esclusivamente i sacramenti nello spirito del cattolicesimo tradizionale e fa la promozione delle pratiche e dei costumi della Chiesa preconciliare presentandoli nello spirito definito dal santo concilio di Trento. Infine, la Fraternità si sforza di affrontare le sacre Scritture, come anche i sacramenti, dal punto di vista del simbolismo tradizionale per coglierne pienamente il significato più profondo.

Per la somministrazione dei sacramenti, mantiene la validità dei suoi Ordini della successione apostolica della Chiesa Cattolica Apostolica del Brasile, essendo stato il suo fondatore consacrato vescovo da Dom Luis Fernando Castillo Mendez, successore diretto di Dom Carlos Duarte-Costa, vescovo cattolico dissidente. Se la Fraternità Sacerdotale San Giovanni l'Evangelista si dichiara pubblicamente separata e indipendente dalla Chiesa Cattolica romana, questa separazione deriva tuttavia da quella che ha conosciuto la Chiesa Cattolica Apostolica del Brasile, una separazione che risulta da un gesto fatto unilateralmente dal Pontefice romano e che il fondatore della Chiesa Cattolica Apostolica del Brasile non ha mai voluto. Sebbene noi rispettiamo pienamente i nostri fratelli della Chiesa romana, l'esattezza storica esige che le origini dello scisma siano note.

Stante questo, si potrebbe credere che esista da parte nostra una certa animosità verso la Chiesa Cattolica romana come l'ha certamente provata Dom Carlos Duarte-Costa e alcuni dei suoi figli spirituali. Tuttavia non è così.. Gli avvenimenti che hanno portato originariamente allo scisma di cui la Chiesa Cattolica Apostolica del Brasile fu vittima, sono stati vissuti evidentemente con molta sofferenza. Inoltre, il contributo della Chiesa di Roma alla persecuzione di Dom Carlos Duarte-Costa e della Chiesa da lui fondata è certamente riprovevole, ma oggi non deve più essere fonte di discordia. Inoltre serbiamo un profondo affetto e rispetto per il Vescovo di Roma, papa Giovanni-Paolo II, e preghiamo ogni giorno affinché il Signore lo protegga, non aderendo tuttavia a certe sue posizioni che ci sembrano contrarie agli insegnamenti del Cristo.

È così particolarmente per le sue posizioni che riguardano la contraccezione, il problema del celibato dei preti, la pastorale nei confronti dei divorziati risposati o l'omosessualità.. Le posizioni recenti del Vaticano su questi argomenti sono effettivamente ai nostri occhi un tradimento del-l'insegnamento del Cristo e non potremmo sottoscriverlo in alcun modo. Crediamo inoltre che le riforme liturgiche istituite da Paolo VI in seguito al concilio Vaticano II siano pregiudizievoli per la fede cristiana e per l'esperienza del sacro che ogni cristiano ha il diritto di poter vivere pienamente grazie ai supporti sacramentali della Chiesa. Infine, crediamo alla necessaria indipendenza delle Chiese nazionali raggruppate intorno ad un Patriarca come al tempo della Chiesa originaria, condividendo queste Chiese una stessa fede e anche lo stesso amore del Cristo e degli uomini avendo delle specificità che sono loro proprie, restituendo pienamente così al vescovo il suo ruolo di pastore. Evidentemente, riconosciamo che il vescovo di Roma (il papa) occupa una posizione unica nel mondo cristiano poiché è questo ruolo che il Cristo attribuì a Pietro. Tuttavia non lo chiamò alla sovranità o alla direzione di uno Stato, ma ad essere il servitore di Dio. A questo proposito è importante ricordare che la leadership e il comando sono due cose molto diverse.

Quanto alla validità della nostra attività sacramentale, essa non potrebbe essere rimessa in questione, essendo la nostra successione apostolica incontestabile ed essendo i riti impiegati quelli della Chiesa Cattolica romana prima che fossero sfortunatamente modificati a seguito dell'ulti-mo concilio. In effetti, la validità dei santi Ordini detenuta dalle Chiese che non sono in comunione col Pontefice romano non è mai stata rimessa in questione, nemmeno dalle autorità più esigenti della Chiesa. A titolo d'esempio, il papa Leone XIII, nella sua Bolla apostolica Curae (1896), stabilisce molto precisamente in questo senso che quando un ministro valido compie un rito sacramentale utilizzando la materia e la forma appropriata, seriamente e senza simulazione, si presume con certezza morale che egli abbia agito con validità, e questa è sempre stata la posizione della Chiesa Cattolica riguardo alla validità sacramentale quando i sacramenti sono amministrati da un clero che non è in comunione formale col papa.

Il vescovo Salomão Ferraz, un prete cattolico romano consacrato vescovo da Dom Carlos Duarte-Costa, dopo la sua separazione dalla Chiesa Cattolica romana nel 1945, è d'altronde ritornato nella Chiesa romana sotto Giovanni XXIII e fu nominato vescovo coadiutore di Sao Paulo. Assistette al concilio Vaticano II al quale s'indirizzò durante le sessioni. Ora, egli non fu mai riconsacrato da Roma, anche sotto condizione, e fu sepolto con tutti gli onori dovuti ad un Vescovo della Chiesa romana. Con la sua ammissione col titolo di vescovo all'interno della Chiesa romana senza riconsacrazione, la Chiesa Cattolica romana affermò de facto, la validità sacramentale degli Ordini amministrati da Dom Carlos Duarte-Costa mentre era già scismatico, ciò che del resto andava da sé.

Quanto alla legalità civile dei sacramenti amministrati dalla Fraternità Sacerdotale San Giovanni l'Evangelista, notiamo che i suoi preti sono abilitati dal Governo del Québec quali ministri di culto, e possono quindi celebrare matrimoni e benedizioni di unione civile che hanno vigore di legge, facendolo in nome del Ministro della Giustizia del Québec. Aggiungiamo infine, su un piano più spirituale ma di ordine giuridico, che la Fraternità Sacerdotale San Giovanni l'Evangelista non è affiliata a nessun'altra Chiesa o Organizzazione cristiana tranne la Chiesa Cattolica Apostolica del Brasile e le sue Chiese affiliate poste sotto il Patriarcato di Dom Luis Fernando Castillo Mendez.